CataliticA

Più che una marmitta, un blog di parole e suggestioni. Vicino Pisa.

khobza! kobza! ai sh7al kliti (Ai Se Eu Te Pego)

04 maggio 2012 Autore: jackres Categoria: Musica, Viaggi

Grazie alla segnalazione del mio caro amico Aziz, sono oggi in grado di proporvi un magnifico rifacimento marocchino della famosa Ai Se Eu Te Pego, adesso in testa alle classifiche del paese nordafricano. “Khobza” dovrebbe significare focaccia, e la canzone dice qualcosa del tipo: ti sei mangiato la focaccia, ti sei pulito la padella, e ora ti scofani pure la pizza… Ai! Buon ascolto!

Moby Prince: 21 anni dopo ancora “nebbia fitta”

10 aprile 2012 Autore: jackres Categoria: Storie

Dopo 21 anni solo silenzi su una delle tante tragedie italiane ingoiate da bugie e falsità. 140 vittime, a bordo del traghetto Moby Prince che la sera del 10 aprile 1991 salpò da Livorno diretto ad Olbia, attendono ancora verità e giustizia. I sospetti sui traffici di armi in atto quella sera nella rada di Livorno, mai approfonditi, portano alla Somalia e alle indagini che stavano conducendo Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Cerchiamo, almeno, di non dimenticare.

Info: http://www.mobyprince.it/

Oggi una bellissima iniziativa! Vicino Pisa è stato inaugurato il Monumento a Twitter

01 aprile 2012 Autore: jackres Categoria: Eventi, Internet, Pisa, Storie, Terra, Viaggi

Il primo monumento al mondo dedicato a Twitter, raffigurante un uovo alto circa 4 metri e realizzato in pregiato marmo bianco di Carrara, è stato inaugurato oggi in un suggestivo angolo delle colline toscane, a non più di 20km dalla famosa Torre Pendente di Pisa. Il monumento è frutto di un’iniziativa di un gruppo di studenti pisani appassionati di Twitter e Social Media, appartenenti ai gruppi ResPublica Pisana e @PisaConnection, che in questo modo intendono incentivare l’utilizzo della rete e dei Social Media per la promozione delle bellezze paesaggistiche e storico-artistiche del territorio toscano. La cerimonia è stata raccontata in diretta, ovviamente tramite Twitter, utilizzando l’hashtag #TwitterMonument.

“L’uovo di Twitter”, opera dello scultore Filippo Mariano, ha trovato collocazione in località Scapigliato, nel comune di Rosignano Marittimo (LI). Il monumento, date le sue linee armoniose e primordiali, si sposa alla perfezione con il contesto paesaggistico e ha incontrato il pieno consenso dell’amministrazione locale, che non è mancata nel sostenere l’iniziativa e ha presenziato ufficialmente all’inaugurazione.

«Quando un nuovo utente si registra in Twitter – spiega Guido Bini di @PisaConnection – gli viene assegnato un uovo come avatar. L’uovo rappresenta la sua nascita ed è anche un buon auspicio per i tweets che verranno, in italiano “cinguettii”, come vengono chiamati i messaggi brevi che è possibile diffondere e scambiarsi tramite Twitter».

Prosegue Bini: «La volontà di noi studenti universitari è quella di mettere al servizio delle bellezze meno conosciute della Toscana le nostre conoscenze tecnologiche e le nostre capacità di muoverci all’interno dei vari Social Media, per contribuire nel dare impulso all’economia turistica del territorio».

«Abbiamo voluto questo monumento – aggiunge Antonio Ficai, Social Media Manager toscano – perché crediamo nella bontà dei Social Media, quale strumento utile per condividere informazioni e valorizzare le cose belle a livello globale. La Toscana è una regione stupenda, è già conosciuta in tutto il mondo per città come Firenze, Pisa e Lucca, per l’arte e il buon vino, ma in realtà ho molto altro da far conoscere, visitare e scoprire. In questo anche luoghi come la località Scapigliato, che d’ora in poi sarà conosciuta in tutto il mondo per “L’uovo di Twitter”».

Queste, infine, le parole di Michele De Solda, presidente dell’associazione ResPublica Pisana dell’Università di Pisa: «Per dare il via alle nostre attività in favore della Toscana sui Social Media, desideravamo un punto di partenza che fosse tangibile, visibile e ben riconoscibile, preferibilmente lontano dalle città d’arte. “L’Uovo di Twitter” risponde alla perfezione a queste esigenze, e vuole anche dimostrare che tutto ciò che accade all’interno dei Social Media può produrre ripercussioni significative nel mondo reale, andando a incidere tanto sui rapporti sociali quanto sulle possibili modificazioni del territorio».

Al termine dell’inaugurazione gli studenti pisani hanno promesso di ritrovarsi all’ombra dell’Uovo di Twitter almeno una volta l’anno, quasi ad eleggere Scapigliato quale loro personalissima Stonehenge. I turisti che visiteranno la Toscana, invece, qualora si fossero stancati di scattare la consueta foto mentre fingono di sorreggere la Torre di Pisa, sappiano che d’ora in poi potranno fare colpo sui loro amici con un’originalissima foto sotto “L’uovo di Twitter”.

Pisa a Sereno Variabile

27 febbraio 2012 Autore: jackres Categoria: Pisa

Guarda la puntata di Sereno Variabile (Rai) dedicata a Pisa, andata in onda sabato 25 febbraio 2012.

Sereno Variabile si aggira per Pisa alla scoperta di arte, monumenti e tradizioni della città toscana. Il viaggio di Osvaldo Bevilacqua comincia dal complesso di San Michele degli Scalzi che ospita il nuovo centro espositivo di arte moderna e contemporanea e la festa storica del Gioco del Ponte che si svolge l’ultimo sabato di giugno sul Ponte di Mezzo. Poi un salto tra i monumenti e i palazzi del centro storico: la piazza dei Cavalieri, la Scuola Normale di Pisa, il Palazzo dell’Orologio.

Immancabile l’accenno alla gastronomia: qui si parla del sapore semplice e genuino della “cecina” toscana. Non si può certo tralasciare la splendida Piazza dei Miracoli e una visita al Parco Regionale Migliarino San Rossore di Massaciuccoli. Due curiosità: ancora viva la secolare rivalità tra Livorno e Pisa e si va in mutande per mangiare gratis in una trattoria vicino Pisa per combattere la crisi del paese. Per finale la musica e l’ironia delle canzoni dei Gatti Mézzi.

cloud computing: la quinta dimensione

23 febbraio 2012 Autore: jackres Categoria: Internet, Parole

Quando la tecnologia cambia il linguaggio: con l’avvento del cloud computing “Avere la testa fra le nuvole” non significherà più essere totalmente scollegati dalla realtà, anzi.

Let me be on every cloud. Se consideriamo gli aspetti pratici del cloud computing, l’accessibilità immediata da qualsiasi luogo e tramite qualsiasi supporto a una miriade di dati condivisi su remoto è un po’ come poter disporre di una quinta dimensione. Alle tre dimensioni dello spazio e alla dimensione del tempo ecco che si aggiunge adesso la dimensione Nuovla, la quinta dimensione.

Non so se qualcuno ha già approfondito la questione. Ma per certo le grandi potenzialità del cloud computing non solo non stanno passando inosservate, ma stanno producendo ovunque nuove idee, lavoro, aziende e ricchezza. Il mondo di internet, dopo aver attraverato varie fasi e provocato non so quante bolle speculative, sembra proprio che sia giunto al suo approdo definitivo.

Che in Silicon Valley nascano ogni giorno nuove imprese che sviluppano applicazioni e servizi per il cloud non è un caso, come non è un caso che stiano facendo soldi a palate. E se gli investitori fanno a gara vuol dire che l’affare c’è ed è più che tangibile, mentre chi ha osato lanciare l’allarme bolla si è presto rimangiato la parola.

Con le Nuvole che spuntano come funghi ogni giorno e per ogni dove, creatività e opportunità di businness la fanno al momento da padrona a discapito di chiarezza, omogeneità e funzionalità. Mentre i grandi costruttori di cloud vanno a caccia di applicazioni, per vendere infrastrutture e potenza di calcolo, gli operatori “tradizionali” dedicati alla distribuzione di servizi mettono in agenda ambienti cloud, sia per l’organizzazione interna dell’It sia per i propri prodotti. Difficile orientarsi, ma come prima fase direi che va benone così.

Seguirà poi, inevitabilmente, una fase di assestamento, e successivamente una fase di consolidamento. E’ da quest’ultima fase che mi aspetto molto. Potranno le varie nuvole non solo convivere ma dialogare costantemente fra loro? Ci sarà data la possibilità di muoverci liberamente da una nuvola all’altra senza ostacoli di sorta? Servirà, per questo, una Nuvola madre per ogni nuvola?

La mie nuvole: oneverycloud.com, timcloud.it

rosso di sera bel tempo si spera, brividi gelidi a Pontedera!

10 gennaio 2012 Autore: jackres Categoria: Musica

A grande richiesta un vecchio classico dei Tossic, dal titolo Agguato a Condor Pasa. Basti l’intro: “Rosso di sera / bel tempo si spera / brividi, gelidi, a Pontedera!”. Buon ascolto.

Lettera al sindaco di Pisa Marco Filippeschi

04 gennaio 2012 Autore: jackres Categoria: Persone, Pisa

Riceviamo e pubblichiamo con piacere, augurando buon anno al nostro Sindaco Marco Filippeschi.

Caro Sindaco,
mentre lei se la prende con le commesse che buttano le cicche per terra in Corso Italia, io me la prendo con il Comune di Pisa che ha fatto sparire la fontanella all’angolo tra via Sant’Antonio e via Alberto Mario, al pari del “Servizio segnalazioni” sul sito internet dell’amministrazione.

E’ andata così. Quella fontanella è sempre esistita, si narra sin da prima della guerra, finché un bel giorno un incapace, nel parcheggiare, l’ha divelta, provocando una continua perdita d’acqua. Immediatamente gli operai sono intervenuti e hanno sigillato il tubo della fontanella. «Vedrete che torneranno presto a ripararla», assicuravo ai vicini del quartiere, ma il tempo mi ha smentito. Sono passati due anni e a niente sono servite le ripetute segnalazioni.

Quand’ecco che il Comune di Pisa, nel maggio del 2011, lancia con grande risonanza il “Servizio segnalazioni” sul proprio sito internet. La mia segnalazione riguardo al mancato funzionamento della fontanella è stata la n°35, una delle primissime. Dopo due settimane gli operai sono comparsi per “recintare” la fontanella con del nastro bianco e rosso, mentre sul sito internet del Comune, in corrispondenza alla mia pratica, è comparsa la dicitura «La segnalazione è stata presa in carico dagli uffici competenti». «Funziona!», ho esclamato soddisfatto.

Ma ho gioito troppo presto. Passate altre due settimane il nastro bianco e rosso aveva già fatto il suo tempo e ad agosto i turisti che sono transitati in via Sant’Antonio, trovando la fontanella a secco, hanno maledetto il Comune di Pisa in tutte le lingue del mondo, come del resto già accaduto nelle due estati precedenti. Infine, una bella mattina di ottobre, gli operai sono tornati e in cinque minuti si sono portati via la fontanella.

Allibito sono tornato su internet, e incredulo ho scoperto che assieme alla fontanella erano spariti tanto la mia segnalazione n°35 quanto tutto il famosissimo “Servizio segnalazioni” del Comune di Pisa.

Detto questo, le scrivo per dirle che in futuro mi guarderò bene dal fare un’altra segnalazione di disservizio al Comune di Pisa. Segnalando un lampione rotto o magari un marciapiede sconnesso, non vorrei ritrovarmi la mattina seguente senza più illuminazione pubblica né marciapiede. E pensare che lei, caro Sindaco, dall’angolo di strada fra via Sant’Antonio e via Alberto Mario ci passa spesso. Fortuna sua non ha mai avuto bisogno di quella fontanella né ci ha mai fatto caso, tutto impegnato com’è a contare le cicche per terra.

Cordialmente
(lettera firmata)

Monorotaia! Monorotaiaa!! Monorotaiaaa!!!

04 dicembre 2011 Autore: jackres Categoria: Pisa

La Pi.Sa.Mo., braccio operativo del Comune di Pisa, ha da poco pubblicato il bando per l’appalto del People Mover, un’opera faraonica per collegare stazione ferroviaria ed aeroporto attraverso un treno navetta veloce. Per realizzare appena 1,4 Km di ferrovia è stata stimata una spesa di 77 milioni di euro (+iva).

Quando si parla di People Mover mi torna subito alla mente quella puntata dei Simpson in cui un ciarlatano convince i cittadini di Springfield a costruire una faraonica monorotaia. Un’opera che in realtà alla piccola cittadina di Springfield non serve, ma che trova opposizione soltanto in Marge, presto sommersa e denigrata dall’euforia generale. Homer viene assunto come pilota del treno, che nel viaggio inaugurale si rivela un vero fallimento rischiando di distruggere l’intera città.

Ecco. Ora io non chiedo di considerare il progetto del People Mover alla stregua della monorotaia di Springfield, ma almeno gradire un po’ più di senso critico da parte di tutti quelli che osannano la venuta del People Mover con toni trionfalistici. A cominciare dalle istituzioni cittadine.

11/11/11

12 novembre 2011 Autore: jackres Categoria: Parole, Pisa

Riporto con piacere quanto letto ieri sera da Guido Bini in occasione della presentazione del libro 11. Racconti per il numero Undici

“L’11-11-11 finirà il mondo!”, avrà predetto un qualche santone. E invece eccoci qua. Anche se un asteroide ci ha appena sfiorato, si fa per dire, passando a 325mila chilometri dalla Terra, bisogna ammettere che non ci ha degnato nemmeno di uno sguardo e ha tirato dritto. Come bisogna ammettere che se anche undici parlamentari hanno da poco fatto mancare il voto alla maggioranza, facendo cadere il nostro governo, non è che poi sia la fine del mondo. Anzi. Ma questa è un’altra storia…

Se siamo qua bisogna ringraziare innanzitutto il Numero Undici e ComunicarèCultura, ovvero Filippo Mariano e la sua instancabile voglia, nonché capacità, di mettersi costantemente in gioco con gli altri, per tirare fuori da tutti, sempre, un qualcosa di buono.

La sfida, di per sé, non era cosa semplice, già per chi organizzava ma anche per chi avrebbe dovuto partecipare. Buttar giù un racconto in 11mila battute, diciamocelo, è un po’ come tirare un calcio di rigore. C’è solo il tempo di posizionare la palla sul dischetto, a 11 metri esatti dalla porta, prendere la rincorsa, e via… o la va, o la spacca. In più, chi si è voluto cimentare con l’argomento numero 11, numero undici in quanto numero, u-n-d-i-c-i, come si dice a Pisa “s’è vorsuto mètte in un bèr ginepraio”.

Prima di tutto, quanto durano 11 secondi? Uno… due… tre… quattro… cinque… sei… sette… otto… nove… dieci… undici. Undici secondi possono essere un’eternità (pensate ad esempio alla scossa di un terremoto), oppure possono volar via come una schioppettata. Tazio Nuvolari, ci ricorda Paolo P. Firmiani, nel 1935 stabilì il record del chilometro lanciato percorrendo un tratto della nuova Firenze-Mare, il dirizzone di Altopascio, in appena 11 secondi. La media oraria fu di 327 km/h.

E oggi c’è chi assicura: in undici secondi è possibile far bollire l’acqua per la pasta. Mentre in undici minuti – che è anche il titolo di un celebre romanzo di Paolo Cohelo – è possibile preparare un buon piatto di ranocchi alla salvia. Lo racconta Fulzia Piccinonno.

E undici ore? Di sicuro undici ore non fanno mezza giornata, ma bisogna stare attenti, avverte Davide Landi, che il numero 11 non decida di scappare dall’orologio piantando in asso i suoi undici compagni!

Quindi va detto che a contar bene undici uova non fanno una dozzina e che, sempre a voler contare bene, come ha voluto puntualizzare Alessandro La Grua, pure gli apostoli, una volta suicidatosi Giuda, si ritrovarono in undici. Al pari di una squadra di calcio. E ancora c’è la cima Undici, che fa parte delle Dolomiti, che si staglia non a undici ma bensì a 3092 metri sul livello del mare e c’è… ovviamente, il Numero 11, il ristorante.

Ogni volta che vado al Numero 11, entrando, non manco mai di gettare uno sguardo alla scritta che c’è sopra la cucina, perché mi mette di buon umore. È una scritta discreta ma ben leggibile – la leggo anch’io che certo non ho una vista da undici decimi – e recita “Rilassatevi”. Un’unica ma significativa parola che a, contar bene, è formata da undici lettere.

11. Racconti per il numero Undici

09 novembre 2011 Autore: jackres Categoria: Eventi, Libri, Parole, Pisa

ComunicarèCultura - ETS - Numero Undici Medici, studenti, ingegneri, disoccupati, insegnanti e anche una detenuta del carcere “Don Bosco”: sono gli autori del libro 11. Racconti per il Numero Undici (edizioni ETS, 11 euro), che sarà presentato venerdì 11 novembre alle ore 18, presso il ristorante Numero 11 in via San Martino 47 a Pisa.

Il volume, che vede la luce in occasione dell’evocativa data dell’11/11/11, anniversario dell’inaugurazione del noto ristorante, raccoglie le opere vincitrici di un concorso letterario indetto da ComunicarèCultura, agenzia di comunicazione pisana, che ha visto la partecipazione di decine di racconti brevi (massimo 11.000 battute) aventi come tema il Numero 11 (il ristorante), il numero 11 (la cifra), o il cibo.

Questi i racconti selezionati (tutti vincitori a pari merito):

  • ‘Il mio primo permesso’, di Alessandra Porcu
  • ‘La strana storia di un Numero Undici’, di Davide Landi
  • ‘Uno come undici’, di Francesca Contrada
  • ‘Il menu di Clorinda’, di Chiara Carboncini
  • ‘Un buon numero’, di Gisella Colombo
  • ‘Ranocchi alla salvia’, di Fulzia Piccinonno
  • ‘Undici di numero, undici per un Numero’, di Riccardo Grillo
  • ‘La forza’, di Tiziana De Felice
  • ‘Il cliente abituale’, di Chiara Zucchellini
  • ‘One mangia One’, di Giada Fedeli
  • ‘Sul dirizzone di Altopascio’, di Paolo P. Firmiani

Le undici storie sono state selezionate, in forma rigorosamente anonima, da una giuria rappresentativa di tre diverse categorie di lettori: una docente universitaria, Paola Bora, un giornalista, Guido Bini, e lo scrittore Marco Malvaldi.

Lo stesso Malvaldi, nella sua prefazione al volume, così annota:

Per scrivere un bel racconto [...] bisogna riuscire a far capire ad altre persone una cosa sulla loro stessa vita. Qualcosa alla quale non avevano mai pensato, o avevano pensato in modo confuso. Illuminarli, con la luce breve che scaturisce dal nero della pagina, e sperare che il ricordo di quanto visto nel breve intervallo di quella folata di luce si conservi più a lungo e più chiaramente possibile. Ed io, nel momento in cui scrivo, sono consapevole che di alcuni di questi racconti mi ricorderò per parecchio tempo.

Al termine della presentazione, cui parteciperanno gli autori, i giurati e gli organizzatori, sarà offerto un aperitivo.

Info: ComunicarèCultura


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